
Nella provincia di Caserta in cui la Tarsu è la più alta d’Italia c’è un paesino, Camigliano che negli anni è diventato un esempio per una gestione virtuosa dei rifiuti, con percentuali di riciclo ragguardevoli (65%), ma anche favorendo progetti di riduzione dei rifiuti a monte e degli imballaggi, con il risultato incredibile per questa regione di mantenere inalterata la tarsu in questi ultimi 4 anni.
Illuminazione a led, pannolini lavabili, stop alla cementificazione., uso di stoviglie riutilizzabili nelle scuole, compostaggio domestico e riciclo dell’olio da, sono solo alcuni dei progetti messi in campo dal comune di Camigliano.
Per riuscire così bene il comune di Camigliano è uscito dal consorzio di Napoli e Caserta e si è organizzato da solo, vincendo anche un ricorso al Tar, una vera e propria di lotta per l’indipendenza, per la quale oggi rischia il commissariamento, perchè per la legge che provincializza la gestione dei rifiuti, ogni comune deve dare la Tarsu alla provincia, ciò significherebbe uniformarsi alla gestione provinciale e vanificare quindi i tanti sforzi fatti.
La vera sfida sarebbe allargare l’esperienza del comune di Camigliano a tutta la regione, non certo di annullare gli sforzi fatti mandando a casa un sindaco ed una giunta che hanno lavorato così egregiamente.
Questa la risposta del sindaco:
A seguito di diffida del Prefetto al Sindaco circa la trasmissione dei dati TARSU alla società provinciale dei rifiuti, per consentire alla stessa di poter gestire la raccolta differenziata nel Comune di Camigliano, con una lettera, che si riporta di seguito, si oppone fermamente a tale richiesta:
Prot. 901
Spett.le Prefettura di Caserta
c.a. Ecc.mo Prefetto
OGGETTO: D. Lgs 195/2009. Cessassione stato di emergenza in Regione Campania. Diffida
In riferimento alla missiva n° 7410/2009 con la quale si diffida il Comune di Camigliano, nella persona del Sindaco pro-tempore, a trasmettere alla società provinciale gli archivi afferenti alla TARSU ed alla TIA aggiornati al 2009 si osserva quanto segue:
Il comune di Camigliano ha da sempre gestito in forma diretta il servizio della raccolta differenziata avvalendosi di personale e mezzi propri.
Questa scelta politica con gli anni ha dato ragione in quanto il Comune di Camigliano, a differenza degli altri comuni dei Consorzi di bacino, ha raggiunto notevoli percentuali di raccolta differenziata, seppur tra mille difficoltà in quanto costretti a trasportare la frazione umida fuori Regione sobbarcandosi costi elevati.
Questo risultato è stato accompagnato anche dal contenimento dei costi di gestione, non aumentando da ormai 4 anni la TARSU, ma soprattutto dal dato che si è provveduto alla liquidazione di tutte le spettanze senza accumulare nessun debito.
Inoltre in virtù dell’ O.P.C.M. del 31/07/2008 n° 3695 il Consiglio Comunale di Camigliano con Delibera n° 8 del 16/05/2009, all’unanimità ha deliberato la rescissione di recedere dal Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta.
La suddetta Delibera di Consiglio Comunale è stata anche impugnata, dal Consorzio Unico di Bacino, al TAR Campania, il quale però non ha accolto il ricorso dello stesso consorzio, avallando in tal modo la giusta decisione del Comune.
Alla luce di tali osservazioni, non si ritiene giusto, nell’interesse economico e gestionale dell’ente, che dall’alto si impone di modificare la gestione della raccolta dei rifiuti in uno dei pochi comuni di questa Provincia dove effettivamente la raccolta differenziata è stata attuata con costi contenuti e risultati eccellenti.
Pertanto, Ecc.mo sig. Prefetto, qualora la parte politica dovesse essere esautorata di quel poco potere decisionale circa l’implementazione di alcuni servizi come quella della raccolta differenziata, allora non avrà più nessun senso l’esistenza di un organo politico comunale e pertanto, considerando che la politica non costituisce un mestiere, sono pronto a consegnarLe il mio mandato Amministrativo.
Con profonda stima.
Camigliano 12 Aprile 2010
IL SINDACO
Ing. Vincenzo CENNAME
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